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Lo scioglimento dei ghiacciai e dell’attuale ordine geopolitico

La geografia ha spesso e volentieri influenzato le decisioni e le strategie delle politiche di condottieri e intere nazioni. Elementi naturali come fiumi e catene montuose hanno separato stati e culture delineando così confini ben precisi. La geografia e le condizioni climatiche sono sempre state protagoniste indiscusse della storia e della politica mondiale. Al giorno d’oggi l’uomo, grazie allo sviluppo tecnologico, sta rompendo le catene che lo costringevano ad essere prigioniero della geografia. Continua a leggere

Foul language: How the politics of hate undermine democracy

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In November 2015, as Europeans were grappling with the shock of the Islamist terror attacks in the French capital Paris, the Daily Mail, a British tabloid, published a cartoon in response to the events. It showed a group of people, most of them clearly Muslims – as indicated by the men’s beards and the veiled women – crossing the border of the European Union. A sign advertised the EU’s open borders and the free movement of people. At the people’s feet were rats jumping the border line in the shadow of the immigrants. The cartoon provoked outraged reactions, as it was undoubtedly meant to: it had connected the influx of hundreds of thousands of Middle Eastern war refugees into Europe that summer with a rising terrorist threat, and it had equated some of those border crossers to rodents. Perhaps the artist directed that comparison only at violent extremists, perhaps he did not. Either way, the cartoon’s appearance fit into a disturbing pattern. That April, controversial British columnist Katie Hopkins had published a particularly extreme opinion piece in the Sun tabloid on the topic of migrants. Parts of it read:

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Quelli che non ben comprendono

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi“: è il primo verso di una canzone di Frankie Hi-NRG – al secolo Francesco Di Gesù – assai popolare negli anni ’90, la quale ravvisava la pervasività dei benpensanti nella nostra società. Questo primo verso – nonché l’intero testo – appare ancora molto attuale e possiamo canticchiarlo amaramente ancora oggi: non solo riferito a “Quelli che benpensano“, ma anche e soprattutto ad un’altra categoria purtroppo ben presente oggigiorno in Italia, quella degli analfabeti funzionali.

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M.

Tu che di me difendi le maree.

Anneghi e risorgi dalle mie acque. Tramuto in base al tuo tocco, onda dopo onda, come fossi tua ninfa – come fossi tua schiuma. Figlia del tuo soffio, non so districarmi tra quel tuo essere quiete e rumore, bussola e ciclone. Ti riprendi il movimento, sorridi del mio mancare ed eccedere in mille sostanze, del mio morire nel divenire. Continua a leggere