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Gli echi del male

C’è una storia sinistra ed apparentemente assurda, nata il secolo scorso nelle giungle indocinese. Una storia equiparabile alla follia che generò l’Olocausto, ma che non sempre trova il giusto spazio e il giusto peso nei libri e nei discorsi di storia.
La storia in questione è quella della Cambogia sotto il regime degli Khmer Rossi, guidati da Saloth Sar – o, come passò più notoriamente alla storia – Pol Pot. Per cercare di comprendere le origini di quello che verrà ricordato come il genocidio cambogiano è utile tracciare una traiettoria di evoluzione della Cambogia ed approfondire le dinamiche relative ad una delle zone più calde dello scacchiere mondiale nella seconda parte del XX secolo. Continua a leggere

Macerie di un’autostrada

Ventitré maggio, ventisei anni, e
Ancora non Capaci
Siamo di tale scempio di giustizia
E umanità; negli
Occhi macerie di un’autostrada
Ma non della via che ci indicasti:
coraggio e libertà.
Come un falco ne facesti preda
Di uomini rapaci
Ed essi t’ammazzarono, convinti di
Cassare, con te, le tue
Idee, ma queste vivono tra noi
Eterne, come dee. Continua a leggere

L’eredità delle vecchie colonie

Quando la Francia calcistica si concesse un grande exploit con le vittorie in fila del Mondiale nel ’98 (in casa) ed Europeo ’00, entrambe con squadre fortemente multietniche, tutti sembrarono dimenticarsi del passato coloniale del paese e degli attriti sociali. Zinedine Zidane la notte della finale del ’98 poté vedere la sua faccia proiettata sull’arco di trionfo di Parigi; un algerino su quello che è forse il simbolo più rappresentativo della grandeur francese. L’idillio però dura poco. Continua a leggere

Libertà al rogo

Il 10 maggio 1933 erano ormai circa cinque mesi che Hitler era al potere. Dopo una rapida sequenza di crisi di governo era infatti stato nominato dal presidente della Repubblica Paul von Hindenburg Primo ministro, poiché a capo del partito di maggioranza relativa; successivamente il partito neonazista ottenne il 44% dei voti alle elezioni di marzo, permettendogli di governare da solo.  Continua a leggere

“Ebbrezza della debolezza”: un elogio alla pesantezza

Fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di poter scrivere nero su bianco riguardo la leggerezza e la pesantezza e sicuramente non avrei mai pensato di poter diventare una partigiana del lato oscuro. Ebbene sì, in un mondo in cui la tecnologia cerca materiali sempre più leggeri per le sue creazioni e la massima aspirazione dell’uomo è quella di poter volare, prima verso mete galattiche e poi con ali proprie al di sopra delle nuvole, c’è ancora chi elogia la pesantezza, con i piedi ancorati ben a terra e la testa un po’ più su. Continua a leggere