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Mistero dell’incontro

Mistero dell’incontro plasmato da coincidenze, attimi che precedono l’ignoto. Vento tiepido che mi soffia sul collo nella mia casa fatta di attesa. È il vizio che bussa alle porte, sospiro di un ragazzo alla deriva. Lo accolgo nell’astratto dei miei anni, nella codardia di un silenzio. Nell’angolo più nascosto della mia mente, disegno la mia giovinezza ai lati della sua bocca – disegna il coraggio del tempo negli spazi tra le mie dita.

Maestro nell’espiazione di un tempo caduto nei miracoli dell’oblio. Credente nella fede di un unico Dio, vorace di causa. Nel mezzo di una preghiera nata dalla cura, abiti nel cuore di chi non conosce risposta.

Cecilia Calistri

Ombrello rotto

Solo
Un ombrello rotto
In una giornata di sole
Solo ieri eppure
Pioveva a dirotto
E oggi giacco
Abbandonato
Sull’asfalto
All’adiaccio
Un impietoso piede
Mi calpesta nefasto
Un cubetto di ghiaccio
Ai raggi d’agosto
Rapido mi disfaccio

Solo
Tra la sorda gente
Indifferente
Al mio stridio
Di disperato aiuto
Mi sbraccio
Per un salvagente
Mentre la corrente
Mi porta via
In un mare d’oppressione

Solo
Una mano pia
Mi raccoglie sicura
E mi pone con cura
In una morbida borsa
E sarà quel che sarà
Per tanti sei nessuno
Riparo per qualcuno
Se domani pioverà

Danilo Iannelli

Come leggere una poesia

La poesia è certamente la più alta e nobile tra le espressioni letterarie: la sua capacità, soprattutto se pensiamo alla poesia moderna e contemporanea, è certamente quella di condensare in pochi versi una grande quantità di immagini, suoni e significati. Data questa sua intrinseca densità e complessità, la lettura di una poesia degna di questo nome presuppone alcuni accorgimenti, volti proprio a garantire una piena comprensione e una fruizione completa del testo poetico.

Il seguente articolo non vuole in alcun modo avere carattere dogmatico o normativo, ma vuole proporre una serie di consigli e suggerimenti per il lettore, più o meno esperto, che voglia avvicinarsi al testo poetico; o più semplicemente, per il lettore di poesie già ferrato, questo testo vuole rappresentare il mio modus operandi nel confrontarmi con una poesia: ogni critica o suggerimento che apra al confronto è dunque ben accetto.

  • Non abbiate fretta

Questo in realtà dovrebbe essere il primo consiglio per ogni lettore, ma ancor di più per il lettore di poesie: una poesia ha bisogno di tempo e pazienza per essere letta e compresa; la condensazione attuata dal poeta non deve trarci in inganno: nonostante il minor numero di parole rispetto a un componimento in prosa, il testo poetico è spesso assai denso e deve essere analizzato con calma e in profondità prima di coglierne a pieno il significato.

  • Leggete più volte

Direttamente collegato al suggerimento precedente è quello di leggere più volte il componimento poetico: una sola lettura infatti difficilmente è sufficiente per comprendere in maniera esauriente una poesia; suggerisco inoltre di variare la modalità di lettura: per esempio io leggo solitamente un componimento poetico tre volte: la prima volta a mente, cercando di concentrarmi soprattutto sul significato delle parole, muovendomi principalmente sull’asse paradigmatico; la seconda volta leggo mormorando, cercando di individuare gli accenti, gli aspetti sintattici e quelli fonici più rilevanti, muovendomi principalmente sull’asse sintagmatico; infine leggo a voce alta, come se leggessi la poesia a un’altra persona, scandendo e pesando ogni parola e cercando di unire i due tipi di analisi.

  • Leggete più volte #2

Leggete più volte lo stesso componimento poetico a distanza di tempo: questo vale in realtà, ancora una volta, per tutte le opere letterarie; non sempre infatti si è pronti o ben predisposti a ricevere pienamente un’opera letteraria in un determinato momento: talvolta, rileggendo una seconda volta, a distanza di tempo, possiamo scoprire e apprezzare elementi che ci erano sfuggiti alla prima lettura.

  • Leggete in un luogo silenzioso

Questo in realtà è un consiglio assai soggettivo, perché conosco molte persone in grado di leggere nei luoghi più affollati e rumorosi; ecco, io personalmente proprio non ci riesco: perdo continuamente il segno e assorbo stimoli di ogni tipo distraendomi dalla lettura. Se ciò può essere un problema per la lettura di una prosa lo è certamente di più per la lettura di versi: l’aspetto fonico e musicale del testo poetico è spesso imprescindibile per la sua comprensione; leggere dunque in un luogo pieno di voci e suoni di ogni tipo non ci aiuto per niente nella nostra analisi.

  • Ogni parola è un macigno

La differenza fondamentale tra la prosa e la poesia è forse rappresentata proprio dal peso che ogni singola parola assume all’interno dei due componimenti: mentre in prosa una parola assume significato fondamentalmente sul piano sintagmatico, ovvero rispetto alle parole che la precedono e a quelle che la seguono, in poesia una parola non solo trae il suo significato da questo tipo di rapporto, ma anche e soprattutto sul piano paradigmatico; il solo fatto che una parola sia presente in una poesia e non ce ne sia un’altra al suo posto è un messaggio fortissimo. Il poeta sceglie con cura le parole da utilizzare: tutte, persino quelle apparentemente più banali, di uso comune, si trovano lì con un preciso compito, ovvero quello di comunicare un sentimento, evocare un’immagine, riprodurre un suono. Nella lettura di una poesia tenete sempre conto di questo aspetto: non trascurate mai l’apporto fonico e di significato che ogni singola parola può dare, tenete sempre in considerazione tutte le parole di un componimento, dando a ognuna di loro la giusta importanza.

  • Lasciatevi trasportare

Una poesia, spesso e volentieri, vuole evocare un’immagine, una sensazione, un sentimento: nel fare ciò si presuppone che il lettore si abbandoni completamente al poeta, facendosi guidare attraverso i versi nel mondo da lui ricreato. Purtroppo, soprattutto in ambiente scolastico, spesso e volentieri si predilige un approccio formalistico e quasi scientifico nella lettura delle poesie: si cerca immediatamente lo schema delle rime, la lunghezza del verso, le figure retoriche utilizzate. Non voglio affermare che conoscere e saper apprezzare l’aspetto formale e tecnico non sia importante e appagante: credo però che, per godere e comprendere a pieno una poesia, non sia strettamente necessario, quantomeno nel lettore alle prime armi – come può essere uno studente della scuola secondaria. Per questo motivo cercate sempre di essere ricettivi a ogni sensazione, ogni immagine e ogni suggestione evocata dal poeta, lasciandovi trasportare senza alcun preconcetto e confrontando questi elementi con le vostre conoscenze ed esperienze.

  • Cercate informazioni sulla biografia del poeta

Di fondamentale importanza per la comprensione di un componimento poetico è invece spesso la conoscenza, almeno basilare, della biografia del poeta: questo elemento risulta spesso imprescindibile in quanto, più o meno consciamente, ogni artista inserisce sempre qualcosa della propria vita nelle proprie opere. La conoscenza delle principali esperienze del vissuto del poeta risulta infatti assai utile per comprendere riferimenti altrimenti oscuri, che inficerebbero la profondità della comprensione del componimento. Non a caso in ogni libro o raccolta poetica che si rispetti troviamo sempre, prima dei componimenti poetici, quantomeno una sintetica biografia del poeta: non la trascurate mai.

  • Accettate di non capire

La poesia, per il suo tasso di condensazione di elementi simbolici, è stata spesso paragonata alle rappresentazioni oniriche – già Freud ravvisava molte analogie tra i due mondi. Come succede nei sogni dunque, nei quali non sempre tutti gli elementi sono chiari e presentano un significato univoco, anche nelle poesie, per quanto le nostre analisi possano essere appropriate e la nostra lettura accurata, talvolta alcuni elementi rimangono oscuri e incompresi. In questi casi avete due possibilità: fare qualche ricerca e cercare un’esegesi da parte dello stesso autore o di un critico oppure accettare di non capire. Una poesia, dopotutto, è una sorta di enigma che il lettore deve riuscire a risolvere: non sempre gli enigmi vengono risolti e, soprattutto, non sempre gli enigmi hanno una soluzione. La meraviglia suscitata da una poesia è anche questa: la sua capacità di restare misteriosa e impenetrabile, di trasmettere emozioni e sensazioni andando al di là dell’aspetto razionale e comunicando direttamente alla nostra parte più istintiva e irrazionale.

Danilo Iannelli

Sacrificio

Concediti per un istante al mio abbandono
Alla forza sotterranea che ti percorre
La schiena inarcata, le gambe schiuse
Come il fiore verso un vento fecondo
Apri le braccia e accogli il mio corpo.
Distesa, spoglia nel candido assenso,
Un lampo, ferita, sei sangue e sacrificio
Selvaggia preghiera che si lascia profanare
Mentre questa pioggia soffoca il pianto.
Così rinasci, torbida primavera,
Infrante le catene del timore
Dopo lo spegnersi di questa vita
Ansimante; sparsa sulla tua pelle
La mia forza finirà di bruciare
Quando nel petto crollerà il silenzio.
Liberami, la mia beatitudine è nera, pesante;
Liberami dal male, figlia della vanità.
Sono esausto, un freddo vuoto negli occhi
Disegna la mia anima.
Tra solitudine e disperazione fingo
Una felicità tanto simile alla morte,
Ma il desiderio assale come oceano
La mia fragile resistenza:
Torno a cercarti dove finisce il mio calore
Dove ho scelto di trovare la tua essenza
Dove le lacrime convergono e il dolore trema
Sulle labbra sfinite la resa:
cadi dall’alto del sogno supplicando una voce,
La confessione del mio istinto tace,
Mi allontani, un grido graffia la mia indifferenza:
Ingannata, non avresti dovuto cedere
Alla mia sete tutta te stessa.

Lorenzo Pironi