Archivi tag: Filosofia

Esistenzialismo collettivo

Più che mai il mondo ha bisogno dell’esistenzialismo.
E no, attenzione, non va confuso con quel fratello nefasto qual è il nichilismo, sarebbe troppo facile d’altronde affidarci a lui, spegnere la luce e non credere più in niente.
Il mondo ha bisogno dell’esistenzialismo perché esso è riflessione incondizionata sulla condizione umana, sul rapporto dell’essere umano con se stesso, coi suoi gesti, le sue scelte, la solitudine, l’angoscia, la morte.

Funziona perché non è una dottrina, ma uno stile di vita. Continua a leggere

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Un autodistruttivo albero del diritto

Vengo da una mela di paese. Un paese che è bello e pittoresco, ma il cui interno è completamente marcio e divorato dai vermi. Le montagne sono alte, brulle e offrono una vista per la quale morire, mentre le foreste brulicano di vita e diversità. Il sistema, d’altra parte, è a pezzi e imbottito di persone a cui non importa affatto cosa, chi o dove [inserire qualsiasi verbo], purché possano assicurarsi un posto (qualsiasi posto) per il prossimo periodo. E’ come un divertente gioco musicale con le sedie, solo che questo sta rovinando il paese.

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Io e la Disillusione

Disillusione. Dis-illusione. Se la definissi come eliminazione dell’illusione, allora indicherei un processo: non uno stato e nemmeno un momento o una fase. Un processo teso a sgretolare la condizione iniziale di illusione sino a pervenire all’opposta condizione di dis-illusione. Concependo secondo questa impostazione il concetto di disillusione, non si può evitare di attribuire al medesimo una colorazione semantica dall’accezione positiva. Nell’istante in cui si immagina la disillusione come un processo direzionato alla condizione di dis-illusione, infatti, si sottintende – e a questo implicito pensiero, forse, tende quell’illuministico modus cogitandi acquisito e stipato nell’inconscio dell’individuo occidentale – la negatività dell’illusione, il suo non essere cosa da scegliere, ma cosa di cui liberarsi, cosa da abbandonare, ingenua infanzia oltre la quale procedere. In questo senso, allora, si comprende perché il concetto di disillusione sia così rilevante e relativo al concetto di verità: un solco ben definito del pensiero occidentale ha ampiamente contribuito a proporre, benché in contesti diversi e attraverso discorsi eterogenei, la disillusione come meta verso la quale orientare i propri sforzi: liberarsi da qualsiasi sclerosi del pensiero, spezzare qualsiasi gabbia, muoversi con slancio pressoché atletico in direzione della verità – indipendentemente dal fatto che la verità debba essere intesa o come un confortante lido al quale approdare o come un mero criterio orientativo, cioè una sorta di evanescente carburante del logos. Continua a leggere

Cuore di vetro o di marmo? All’origine di un’altra estetica

Scindere una branca dello Spirito all’altra non è solo inutile ma impossibile. Sembra, quando si parla con persone dalla mente a compartimenti stagni, di sentir parlare di scissione tra Anima e Corpo quando non v’è alcuna differenza tra le due sostanze se non nel termine: la differenza è solo un problema di energia, frequenza e vibrazione.

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