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La teoria della selezione naturale

“In un mondo di cambiamenti, i discenti erediteranno la terra, mentre i dotti troveranno loro stessi perfettamente adatti ad un mondo che non esiste più.” è una citazione di un filosofo americano, Eric Hoffer. Lo ammetto, per lungo tempo questa è stata solo una frase che suona bene per me perché inizialmente non ci avevo riflettuto tanto. Più tardi ho realizzato che è una realtà molto spesso dimenticata nel società odierna che non ha reso la più vita più facile, ma l’ha resa migliore.

Charles Darwin ha scoperto la teoria della selezione naturale, che sostiene che le specie che si evolvono sopravvivono. Potrebbe anche aver detto che “le specie che piangono e si lamentano di quanto sia sleale, si estinguono”, sebbene probabilmente non l’abbia detto. Oggi il mondo sta cambiando più velocemente che mai prima d’ora e questo è il motivo per cui è così cruciale. La più grande differenza tra le persone e le specie animali è che quest’ultime non evolvono se non posso evolvere, invece le prime non evolvono se scelgono di non farlo.
Guardiamo intorno. Sono sicuro che conoscete persone nella vostra vita che sono assolutamente indignate per il modo in cui il mondo si sta sviluppando ma non cercano soluzioni, ma piuttosto si lamentano e continuano a dire come sarebbe dovuto essere.

Io frequento una facoltà che ha una cultura di base della ribellione. Non la ribellione che potrebbe portare ad una scoperta e cambiare il mondo, ma il tipo che va in giro dicendo agli altri come cambiare il mondo. Per un periodo, ero coinvolto in questo ed anche in modo “attivo”, ma poi ho realizzato che questo non è come il mondo funziona. Certamente tutti i grandi cambiamenti richiedono un impegno di gruppo, ma la differenza principale è se il cambiamento è forzato o ispirato verso la creazione. Uno forzato non dura mai a lungo, ma quando il cambiamento è ispirato, allora c’è sempre qualcuno che prende il testimone quando viene passato.

Se i vostri genitori, il vostro capo, il governo, vostra moglie o marito hanno fatto qualcosa per cui non siete d’accordo e la vostra soluzione migliore è “farò un sacco di rumore finché non la cambieranno”, allora anche se dovesse cambiare, non sarebbe un cambiamento durevole, quindi ottimizzate, prendetevi delle responsabilità e fate qualcosa per creare quel cambiamento. Ci sono letteralmente milioni di persone in tutto il mondo che vorrebbero che il mondo cambiasse per loro senza essere preparati a cambiare loro stessi per prima cosa così che il mondo possa cambiare grazie a loro. Io credo che questo sia abbastanza per quel campo.

Ora cosa a che fare questo con i descenti e l’evoluzione? I più grandi cambiamenti del mondo di oggi sono sempre ispirati dagli individui, pionieri che hanno visto che c’era bisogno di fare qualcosa, quindi non hanno suonato il loro corno, ma sono andati a lavorare e hanno iniziato a creare qualcosa che potesse portare quel cambiamento nella vita (non far sì che gli altri lo facessero).

Questo tipo di cambiamenti mondiali invidivuali possono essere trovati in diverse tazze, religioni, generi o qualsiasi altra caratteristica o backgroud, perché rimane che mentre coloro che fanno agiscono, coloro che parlano continuano a parlare. Quindi cosa farete quando vi confonterete con una cambiamento? Prenderete le strade col cartello “TU sei il cambiamento che voglio vedere nel mondo” o rivaluterete, adatterete, evolverete e cambierete, per consentire agli altri di seguire il vostro esempio?

La scelta è sempre e per sempre la nostra.

Con amor (proprio),
Nejc

La metageografia o il potere di ritagliare il mondo

 

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Per comprendere ed interpretare il mondo nel quale viviamo e le relazioni tra i paesi che ne fanno parte, tutti noi ci serviamo di griglie di lettura, di modelli d’interpretazione. Facciamo tutti della metageografia, in altre parole costruiamo, ritagliamo e organizziamo le nostre conoscenze geografiche secondo dei concetti mentali, fondati più o meno su fatti concreti. Al momento di classificarle o anche semplicemente di nominarle, tutte le nostre rappresentazioni del mondo passano attraverso tali meccanismi e ciò implica delle conseguenze su grande scala. Continua a leggere

Fame nel mondo

La fame nel mondo negli ultimi anni, nonostante i continui sforzi delle associazioni governative e non, attraverso programmi e sensibilizzazioni, è in crescita. Circa l’11% della popolazione soffre la fame. Nel 2016 ben 815 persone sono state identificate come denutrite. Il problema della fame e della malnutrizione è influenzato da e collegato a diversi fattori; i più devastanti sono i conflitti, sia interni che esterni, e le catastrofi naturali. Negli ultimi dieci anni i conflitti armati sono aumentati drasticamente, in particolare in regioni che già soffrono di insicurezza alimentare come il Sudan, la Nigeria, la Somalia e lo Yemen. L’impatto negativo si riscontra, come facilmente deducibile, nelle comunità rurali e sulla produzione alimentare stessa. Come i conflitti, fattore umano più che naturale, anche gli alti e bassi dell’economia hanno un effetto negativo su una determinata popolazione, proprio perché spesso l’esportazione alimentare e le conseguenti entrate sono un fattore fiscale essenziale per molti paesi. Continua a leggere