Archivi tag: ONU

I Bambini del “SENAME”: un luogo senza infanzia

“Se fai la bambina cattiva viene Barbablù”. Quante volte facendo i capricci avrete sentito questa frase? Spesso i genitori nell’estremo tentativo di gestire figli disubbidienti, utilizzano espressioni velate da una sottile minaccia. Di solito i bambini si calmano in una manciata di secondi, pietrificati nel sentire quelle paroline e Barbablù finisce per restare in un angolo remoto del catalogo delle paure umane. Eppure, il mondo reale è pieno di mostri nascosti e per molti bambini è difficile sentirsi al sicuro. Non tutti hanno la fortuna di avere una famiglia che possa sostenerli e proteggerli in maniera adeguata. Il 20 Novembre del 1989 venne approvata dall’ONU la “Convenzione dei diritti del fanciullo” eppure ancora oggi sono milioni i bambini nel mondo che si vedono negare i loro diritti. Nel 1979 il Cile ha deciso di creare un luogo dove poter proteggere i bambini e gli adolescenti vulnerabili, in particolare coloro che hanno avuto problemi con la legge. In quegli stessi anni però, la società cilena ha visto l’instaurarsi della dittatura di Pinochet (11 settembre 1973), sotto la quale risultava impossibile avere pensieri politici diversi dal regime e ogni luogo veniva adibito a forma di controllo. 

Questo apparente “locus amoenus” prende il nome di SENAME “Servizio Nazionale dei minori” ed è un’istituzione statale incaricata anche di gestire il processo di adozione in Cile. Per più di 30 anni migliaia di minori si sono ritrovati a vivere in diversi centri del SENAME, senza che nessuno ponesse loro la giusta attenzione. Nel 2013 però, a seguito delle rivelazioni del giornale di inchiesta Ciper, è emersa una scioccante verità che vede il SENAME come un luogo di abusi e maltrattamenti.  L’11 aprile 2016, Lissette Villa è il terzo bambino a perdere la vita in un centro del SENAME in 24 mesi. La bimba di 11 anni, presa in carico per delle storie di abusi sessuali, è deceduta a seguito di una crisi medica che il personale senza formazione non ha saputo gestire. La storia di Lisette però è più complessa e oscura di quanto sembra. La bambina, infatti, era stata precedentemente picchiata e seviziata da parte del personale a seguito di una presunta disubbidienza. Tra il 2006 e il 2016 sono morti 1313 bambini all’interno dei centri del SENAME. 

Nonostante il tentativo da parte dell’istituzione di occultare le prove dei maltrattamenti e manipolare i dati reali dei morti, l’ONU nel 2018 ha pubblicato un rapporto in cui condannava il Cile per “violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani”. Secondo il Comitato dei minori tra le principali cause di tali orrori vi è stata “una scorretta interpretazione del carattere sussidiario dello Stato e una carenza del personale umano e delle strutture tecniche”. Spesso infatti, gli abusi vengono perpetrati proprio da adulti che dovrebbero tutelare e sostenere i giovani nel percorso di reintegrazione sociale. Solo a dicembre 2016, stesso anno della morte di Lisette, “25 bambini all’intero del centro di Playa Ancha de Valparaiso sono stati vittima di gravi maltrattamenti commessi dai funzionari del centro”.  Belén Medel Gaete è stata una bambina del SENAME e ancora oggi si porta dietro i traumi vissuti da quell’esperienza. Nel suo profilo Instagram racconta la verità di quei luoghi di rieducazione. “Non ci sono terapeuti e il personale psichiatrico è inesistente”. Questa è una grave lacuna del sistema, considerando che la maggior parte di quei bambini viene da esperienze familiari traumatiche in cui i genitori facevano utilizzo di droghe e alcol. Inoltre, Belèn rivela che “i direttori dei centri possono riconsegnare i bambini alle loro famiglie in qualsiasi momento”. Questo vuol dire che l’istituzione che si poneva come principale obiettivo quello di proteggere i bambini finisce per giocare con le loro sorti restituendoli ai loro aguzzini. All’interno del SENAME il personale ricorre a punizioni degradanti e dannose, utilizzando spesso la violenza come metodo di coercizione. “Mi ricordo che una volta una suora mi ha tirato uno schiaffo talmente forte da farmi sanguinare il viso e tutto questo perché secondo lei non mi ero fatta la doccia. Se la sera invece di dormire continuavi a parlare ti facevano uscire in cortile a correre sotto la pioggia e il giorno dopo ti privavano dei pasti. Ogni piccolo atto di ribellione veniva punito con colpi di righello.” Tali trattamenti disumani e degradanti assumono una connotazione ancora più mostruosa se si pensa che questi bambini e adolescenti sono stati tolti da contesti già difficili e pericolosi. Hanno bisogno di amore e di sostegno, non di botte e punizioni. Una volta adulte queste persone si ritrovano disorientate e spesso finiscono per vivere situazioni di disagio negli angoli della strada. La società guarda con disprezzo le persone che hanno vissuto nei centri del SENAME e per loro è difficile adattarsi al nuovo mondo. “La più grande discriminazione però l’ho vissuta da parte dello Stato dato che non ho mai ricevuto aiuti per i miei studi superiori o per intraprendere la carriera universitaria”.  Il SENAME di fatto non tutela e tanto meno promuove un processo di riabilitazione ed educazione effettivo per questi bambini. A fronte della condanna da parte dell’ONU e dei diversi casi di denuncia di maltrattamenti, il 3 giugno 2020 la Camera dei Deputati cilena ha approvato il progetto di legge che sostituisce il Servizio Nazionale per i Minori con il Servizio Nazionale per la Protezione Specializzata dei Bambini e degli Adolescenti. Tra i principali cambiamenti che questo nuovo servizio incorpora ci sono “una maggiore supervisione e un migliore controllo, maggiori richieste di personale pubblico e privato, budget aggiuntivo (40% in più rispetto al Sename nell’area della protezione), approccio familiare, miglioramenti per quanto riguarda l’offerta programmatica, decentralizzazione e migliore coordinamento”.

Secondo alcuni tuttavia, questa riforma non risolverebbe i problemi alla radice e finirebbe per essere più un cambio formale che sostanziale. L’Osservatorio di Infanzia e Gioventù di Antofagasta (OIJ), per esempio, avverte che le risorse statali designate sono ancora scarse, e spera che “questa nuova istituzione che subentra al SENAME non cada negli stessi vizi e cattive pratiche della vecchia”. L’ufficio dell’Ombudsman dei bambini, inoltre, ha accolto con favore la decisione di muoversi verso la fine del Sename, ma ha espresso alcune diffidenze. “Invece di adottare un sistema di finanziamento il cui obiettivo principale è quello di garantire i diritti umani dei bambini e degli adolescenti, continua con un sistema di sovvenzioni, severamente e categoricamente messo in discussione dal Comitato dei Diritti del Bambino, tipico di una visione tutelare e caritatevole”, hanno riferito in un comunicato. Secondo Belèn, che ha vissuto sulla propria pelle l’inferno del SENAME questa riforma è solo un cambio di facciata. “Il problema non verrà risolto alla radice. Si dovrebbe invece cercare di approvare una legge che tuteli e promuovi maggiormente il processo di adozione. Avrei preferito avere 2 mamme o due papà o anche uno solo dei due che mi dimostrasse amore invece di rimanere all’interno del SENAME”. Quanti sono veramente i bambini che hanno vissuto questo orrore? Perché il governo cileno ha permesso queste violazioni dei diritti umani? Pinochet ha iniziato, ma c’è chi ha proseguito a mantenere in vita questi luoghi di degrado e umiliazione. Basterà una semplice riforma per cambiare la realtà delle cose o ci vuole molto di più? Sono domande da chiedersi se si vuole intraprendere un reale cambiamento all’interno della società cilena. Solo una cosa è certa: se da bambina mi avessero minacciato di portarmi al SENAME, avrei di gran lunga preferito restare con Barbablù. 

Irene Pulcianese

FONTI: 

Non avrai altra ideologia al di fuori di quella del Partito Comunista

La Cina si appresta a divenire la più grande potenza del panorama mondiale o almeno questo sembra essere il futuro di un paese che ha investito miliardi e grandi quantità di forza-lavoro nel più grande progetto della storia contemporanea ovvero la “Nuova Via della Seta”. La costruzione di autostrade, porti e nuove linee ferroviarie ridisegnano le vie commerciali mondiali, il territorio cinese diverrà un punto di incontro tra l’Europa, l’Asia Minore, l’Africa e l’Oceania. La sua grande influenza e il fatto di essere membro permanente del “Un Security Council”, però, protegge questo enorme paese dalle critiche pubbliche. La Cina, nonostante si presenti come un paese progressista e con una mano sempre volta al futuro, è in realtà uno stato pieno di ombre. Un paese che utilizza mezzi di repressione ed è pronto a violare ogni diritto umano pur di raggiungere il proprio obiettivo. Le istituzioni cinesi e l’apparato del partito Comunista non lasciano trapelare alcuna informazione scomoda, come il numero di persone a cui è stata assegnata la pena di morte, il numero di detenuti nelle carceri e soprattutto ciò che riguarda i campi di rieducazione politica e la campagna contro il terrorismo nella regione autonoma dello Xinjiang.

Continua a leggere

Euthanasia: A need for regulation?

download280px-Flag_of_France.svg

 

 

“Euthanasia” is a word of Greek origin and translates as “good death”. Nowadays this expression is used to define the power of a doctor to, if requested, end the life of an incurable patient in order to cease the pain. This practice is far from being accepted by various countries, of which a majority considers this practice illegal and an offense since it is translated as a wilful homicide. Continua a leggere

Eutanasia: necessità di una regolamentazione?

1000px-Flag_of_the_United_Kingdom_(3-5).svg280px-Flag_of_France.svg

 

 

“Eutanasia” è un termine di origine greca che significa letteralmente “morte dolce”. Attualmente è utilizzato per designare il fatto che un medico ponga fine alla vita di un malato incurabile, su sua richiesta, per abbreviare le sue sofferenze. Lontana dall’essere accettata dai Paesi del mondo, questa pratica è anzi considerata quasi dappertutto illegale e costituisce un’infrazione dal momento che è ritenuta omicidio volontario. Continua a leggere

Euthanasie: une nécessité de réglementation?

1000px-Flag_of_the_United_Kingdom_(3-5).svgdownload

 


«Euthanasie» est un nom d’origine grecque signifiant «mort douce». Dans son acceptation actuelle, ce terme désigne le fait pour un médecin de donner la mort à un malade incurable, à sa demande, dans le but d’abréger ses souffrances. Cette pratique est loin d’être acceptée par les pays du globe, dans la plupart de ceux-ci elle est considérée comme illégale et constitue une infraction du fait qu’elle soit qualifiée d’homicide volontaire.
Continua a leggere