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Angelo blu

Quanti animali mi scrutano nei sogni
nei loro giudizi muti
nei loro occhi astuti
assoluti nel dolore e nella gioia,
come me, quando devota
resto vuota
In lenzuola fresche e chiuse
con la muffa nelle orecchie e
la primavera sui seni
gonfi di passione che ti regalavo.
Pavoni volano sulle finestre, le farfalle
muoiono nelle mie narici come fa il sole
nella valle.
E resta un silenzio fastidioso
tedioso pauroso schizzinoso come un bambino:
tu e il tuo cerbiatto di cuore,
davanti ai miei fanali grandi,
Occhi sinceri che vuoi
ma non vuoi troppo.
Chissà a cosa pensi di notte, ora che io
mi concedo a tenebre e barbe ricciolute
Che non sono più tue.

Chissà che vita faremo, noi due
Quali anime in pena ci salveranno
Da noi stessi e dalle poesie.

Ho imparato a girare il tabacco con due dita,
come facevi tu quando mi penetravi
cuore anima e vento
sentendoti in colpa.

Ho imparato a dormire sola, sussurrando a me stessa che la mia voce
figlierà sempre nelle tue tempie.
Portami a naufragare e
Che la terra ti sia lieve,
Che il mare ti sia blu.

Adieux, mon amour.

Iris Furnari

 

Il prezzo della libertà

Labirinto e fantasia
Siepi simmetriche che attirano i miei occhi
ad esplorarle
e mi incammino non senza paura,
ma anche fiducioso di arrivare lì
dove gli spazi aperti mi fanno respirare
e gioire di essere vivo.

Sensazioni che pulsano di un battere e levare,
dissonanze
Sensazioni che vibrano nel mio intimo
Un abbraccio al mondo che mi circonda

Un cammino lungo un percorso di meraviglie
e sconfinati scenari
fatti di persone e cose
che influenzano il mio pensare
Vorrei parlarti di Amore e profumi speziati
che condiscono il tuo sguardo
quando sei te stessa.

Questa natura, madre terra
ci accoglie,
e io percorro sentieri che mi portano verso
la realizzazione dei miei sogni di bambino piccino.

Quel che sono stato sempre,
e sempre sarò
Me stesso
Il prezzo della libertà, labirinto e fantasia
nel mezzo il mondo, la terra,
il cielo, il sole, la luna, le stelle, i pianeti
Il prezzo della libertà è realizzare i sogni

le utopie, l’uguaglianza, l’onestà
Siepi simmetriche e spazi stellati
Infinito e cosmico
granelli di sabbia nell’universo.

Alessandro Scaparro

Lentiggini

Mi deformo
attraverso i suoni che ascolto
i colori che vedo
le parole che dico e che accolgo
gli sguardi di chi amo
o dei passanti.
A fine giornata
non sono mai
chi si è alzata la mattina.

Nelle mani la pervicacia di mio padre
nella gambe la sua resilienza.
Sulla pelle ho la giovinezza di mia madre,
le stesse sue lentiggini.
Negli occhi la sua premura.
Nel sangue scorre
la stessa loro frenesia
ansia di crescere troppo in fretta
brama di sciogliere le controversie
bisogno malsano di sollevare prima gli altri animi
del proprio.
Codardia.
Onnipotenza.
Ma ho anche la loro misericordia,
stupore innocente che esplode sul volto di un bambino,
sorriso sincero di chi crede nella scelta quotidiana
di chi non sa pregare un Dio
ma lo ritrova nelle più minute cose.
Ho la stessa loro presenza.
Data per scontata.
La loro stessa schiena.
Ho imparato da loro
a lottare per la mia sopravvivenza.
A fare pace con la mia storia ci sono io,
c’è da capire cosa si deve buttar via
e cosa si deve tenere.


Tu mi chiedevi un salto.
Ma non lo avevo già fatto, forse?
Spezzarmi le gambe
Cadere nel buio
Sbucciarmi le ginocchia come fosse la prima volta.
Questo avrei fatto per te, e forse ho fatto.
E la durezza, quella giusta, che serviva
non l’ho avuta.Ma animo pronto.
E tempismo.

Ci avesse insegnato prima la vita
ad essere meno egoisti,
ad educare la nostra sofferenza,
a costruire una ringhiera,
a credere nella luce
e nell’imperfezione.
A seppellire i nostri morti.
Avessi dato tu una carezza in più.
Avessi avuto io una mano più salda. 

Giorgia Andenna