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La nostalgia programmatica (fa male ai polmoni)

Le dita mangiucchiate di vizio,
trattengono filtri e ansie umide
di saliva e passato;

asciugato
da qualche vento francese
e da una canzone al tramonto,
che non conosco.

Perché spegnere una sigaretta non proprio finita?
Perché non salvarla dal cemento e
aspirare un ultimo tiro
nell’atmosfera stranita
di un futuro che si fa passato,
In quel giardino
semi abbandonato.

è un ultimo pensiero, un ultimo ricordo
ciò che,
alla fine dei conti e di altri tramonti,
nutre le mie sciagurate poesie
per te che sei lontano,
tormentato,
In quel un sogno
magari,
semi addormentato.

Compiaciuta schiaccio il filtro gonfio e finito,
come se potessi fare lo stesso anche
con gli strascichi delle nuvole,
da sola,
In quel un paese
semi incantato.

(quello dei poeti,
benedetti e maledetti da me
che sono solo semi e poco più).

Forse sono fatta a mozziconi.

Iris Furnari

 

Circolo vizioso

Anni per sopravvivere
al mistero che non ti so dire
che non sapresti prendere.
Mani
intorno al collo
come  circoli viziosi
plasmati da dita fameliche.
Vizio
che cade come piuma
nel nostro tempo appeso
tra fili di colpa – il Credo del mio amore.
La nostra preghiera
come fuoco acceso da bambini
consumato da sensi corrotti
di questi anni da schiavi.
Sottomessi dalle nostre spine dorsali
scappiamo dall’occhio dell’altro.

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